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Come spesso capita l’idea rimase “nel cassetto” più o meno 5 anni, finché un Comitato di quartiere le offrì la possibilità di iniziare un corso. Era il 2005 e lo spettacolo,
saggio finale del corso, messo in scena con i 14 elementi che non avevano mai recitato, fu un sorprendente successo. Si trattava de “Il medico dei pazzi” di Edoardo Scarpetta, in una edizione adattata e molto rivisitata dalla stessa insegnate / regista. L’anno seguente una parte degli allievi si fece promotrice per organizzare un altro corso. “Vogliamo replicare l’esperienza vissuta”. Così, tra “vecchi” e nuovi iscritti, è nato il corso di Teatro “Signori, chi è di scena!”.

Nel 2006 un allestimento de “Gli uomini che mascalzoni” di Monica Ferri riconferma la validità del corso, visibile dai risultati ottenuti dai singoli allievi. Nel frattempo varie vicissitudini portano il corso ad essere itinerante, alla ricerca di uno spazio per le prove e lo spettacolo ad un prezzo possibile per le proprie “casse”, che si riempivano esclusivamente con la retta del corso. Retta davvero esigua per una precisa scelta:
“Il fattore economico non può essere un impedimento per chi ama il teatro, visto che la storia dell’arte attoriale è costellata di povertà”. E così il grande passo: “Prendiamo in affitto un Teatro ”. Nel 2006, con la commedia di Monica Ferri “Lupi senza frontiere”, si rafforzano le capacità di tutto il gruppo del corso di teatro, nel quale alcuni allievi si iscrivono per il 4° anno consecutivo. E per la prima volta si parte per una tournée di tutto rispetto: lo spettacolo viene replicato per la Notte Bianca nell’isola di Ventotene.

Fa seguito,nel 2007, l’allestimento del “Il diario di Anna Frank”, lavoro che ha dato a tutti la misura della crescita tecnica ed artistica del gruppo che si trasforma in “compagnia”. La messa in scena de “L’importanza di chiamarsi Ernesto” di Oscar Wilde, segna la nascita della compagnia “Signori, chi è di scena!” che da allora ha “infilato” un successo dietro l’altro, portando gli spettacoli in giro e replicandoli diverse volte a Roma anche in diversi teatri.

La sede della compagnia è il Teatro San Giustino, dove le pareti raccontano di tante ore di lavoro durante le quali si fatica, si ride, si prende freddo e si piange, anche.